Puro cashmere

Il peso decide tutto

Duvet, non giarra

La capra ha due manti: fuori la giarra, peli lunghi e ruvidi; sotto il duvet, una lanugine finissima. Solo il duvet diventa cashmere, e separarlo bene è ciò che distingue un capo che accarezza da uno che punge.

Una capra, un pettine, duecento grammi

Le capre da cashmere vivono sugli altipiani dell'Asia centrale, dove l'inverno scende molto sotto lo zero. Per sopravvivere sviluppano sotto il pelo esterno uno strato di lanugine finissima. È quello, e solo quello, il cashmere.

Si raccoglie in primavera, durante la muta, pettinando l'animale a mano. Da una capra adulta si ottengono in media fra i cento e i duecento grammi di fibra fine, che poi va ripulita dai peli grossolani prima di poter essere filata. Da qui viene la quantità limitata di questa materia, e il suo prezzo.

IL FILATO

Merino extrafine e cashmere

La mischia più equilibrata: comfort del merino, contatto del cashmere

Più corposo Più fine
Nm 2/30 due capi ritorti

Lana e cashmere, quota alta di lana

Struttura e resistenza in primo piano. Il capo di uso quotidiano

Più corposo Più fine
Nm 1/15 un capo

Lana e cashmere, quota alta di cashmere

Più morbido al tatto, leggermente più corposo. Da freddo dichiarato

Più corposo Più fine
Nm 2/26 due capi ritorti

Cashmere e merino rinforzato

Il più corposo della famiglia. Una piccola quota tecnica aumenta la resistenza dove il capo lavora di più

Più corposo Più fine
6.700 due capi ritorti

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