Puro cashmere

Il peso decide tutto

Duvet, non giarra

La capra ha due manti: fuori la giarra, peli lunghi e ruvidi; sotto il duvet, una lanugine finissima. Solo il duvet diventa cashmere, e separarlo bene è ciò che distingue un capo che accarezza da uno che punge.

Una capra, un pettine, duecento grammi

Le capre da cashmere vivono sugli altipiani dell'Asia centrale, dove l'inverno scende molto sotto lo zero. Per sopravvivere sviluppano sotto il pelo esterno uno strato di lanugine finissima. È quello, e solo quello, il cashmere.

Si raccoglie in primavera, durante la muta, pettinando l'animale a mano. Da una capra adulta si ottengono in media fra i cento e i duecento grammi di fibra fine, che poi va ripulita dai peli grossolani prima di poter essere filata. Da qui viene la quantità limitata di questa materia, e il suo prezzo.

IL FILATO

Lana pettinata e seta

Il più sottile della famiglia. Superficie pulita, caduta netta: il registro più formale

Più corposo Più fine
Nm 2/58 due capi ritorti

Merino extrafine e seta

Elasticità e fluidità insieme. Mezze stagioni, giornate che cambiano, uffici climatizzati

Più corposo Più fine
Nm 2/48 due capi ritorti

Merino, cashmere e seta

Tre fibre: tenuta dal merino, contatto dal cashmere, caduta dalla seta. Il più corposo dei tre

Più corposo Più fine
Nm 2/28 due capi ritorti

Lavalo più spesso.

Si tratta come i capelli: un lavaggio regolare rigenera la mano invece di rovinarla. Le indicazioni precise sono sulla scheda di ogni capo.

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